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La Vicepresidente Bonifati all’Architecture Insights Forum: il futuro della rigenerazione urbana tra sostenibilità e sfide economiche

14 Maggio 2026

La Vicepresidente ANCE ROMA – ACER Benedetta Bonifati ha partecipato all’ “Architecture Insights Forum“, un appuntamento che mette in relazione architettura, società ed economia per interpretare il ruolo dello spazio costruito nelle trasformazioni contemporanee. Nel corso della due giorni, la Vicepresidente Bonifati è intervenura durante il panel dedicato alla rigenerazione urbana, intesa come leva strategica per attivare nuove economie e ridefinire il rapporto tra investimento e qualità dello spazio.

 

 

Rigenerazione urbana, valorizzazione immobiliare e sostenibilità  economica degli interventi per gli operatori – “Non possiamo parlare di rigenerazione urbana a valorizzazione dello spazio costruito, senza affrontare il tema della sostenibilità economica” ha detto Bonifati “e questo vale in particolare per tutte quelle iniziative finalizzate a realizzare abitazioni accessibili per le fasce più fragili della popolazione, sia negli interventi di nuova edificazione che in quelli di riqualificazione. Finché il valore di partenza degli immobili rimane così elevato, è difficile comprimere ulteriormente i costi di costruzione o sostenere operazioni di rigenerazione in modo equilibrato. Un altro ragionamento  va fatto sulla determinazione dei valori OMI che non tengono conto delle qualità dell’immobile in termini di consumi energetici e antisismici, tutti elementi che impattano direttamente sui costi di manutenzione”.

 

“Piano casa” – “Aspettavamo da tempo un provvedimentosul tema casa e lo abbiamo accolto con interesse, visti i numeri e le necessità di nuovi strumenti e risorse su una questione sentita” ha commentato la Vice ANCE ROMA – ACER. Per Bonifati: “Le misure messe in campo con l’iniziativa governativa sono importanti, ma è necessario che il regime di semplificazione sia per tutti, non solo per le operazioni più rilevanti. Una delle principali perplessità riguarda il pilastro dell’edilizia integrata, in cui le semplificazioni procedurali più incisive sono riservate esclusivamente ai grandi programmi che prevedono investimenti, anche esteri. Sebbene sia possibile partecipare come soggetti attuatori al piano, anche con investimenti al di sotto della soglia, per tali interventi è però previsto un regime di semplificazione minore e non strutturale che rischia di non essere sufficiente a garantire la piena sostenibilità economica dell’intervento. Anche per la struttura del sistema imprenditoriale italiano, formato da imprese di piccola e media dimensione, le misure avrebbero dovuto con chiarezza favorire questo comparto produttivo”.

 

Accesso al credito – “Altro aspetto fondamentale – ha sottolineato Bonifati –  è quello finanziario e di accesso al credito per il settore delle costruzioni. I dati della Banca d’Italia mostrano una contrazione strutturale dei finanziamenti destinati agli investimenti in edilizia: si è passati da oltre 52 miliardi di euro nel 2007 a circa 10,6 miliardi nel 2024, con una riduzione di quasi l’80%. È vero che nei primi nove mesi del 2025 si registra una ripresa dei finanziamenti (+18,7%), trainata soprattutto dal comparto non residenziale, ma restiamo ancora lontani da livelli in grado di sostenere adeguatamente i fabbisogni di investimento del settore. Il settore del build to rent e del residenziale in locazione non è ancora considerato attrattivo e sicuro e sconta quindi un livello di rischiosità molto elevato che blocca l’accesso al credito soprattutto per la piccola impresa”.

 

Aumento dei costi dei materiali da costruzione – “Solo negli ultimi mesi abbiamo registrato incrementi molto significativi: dall’acciaio, al gas, fino al PVC e al bitume. Questi rincari compromettono la sostenibilità complessiva delle operazioni, rallentano gli investimenti e si riflettono inevitabilmente sul costo finale delle abitazioni. Il rischio concreto è che, senza strumenti adeguati di sostegno e senza una rinnovata collaborazione tra pubblico, sistema finanziario e operatori privati, diventi sempre più difficile realizzare interventi di qualità, sostenibili economicamente e realmente accessibili per i cittadini” ha ribadito Bonifati.

 

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