“L’aggiornamento del Regolamento Edilizio in chiave ambientale – commenta a DIAC (DIARIO INFRASTRUTTURE E AMBIENTE COSTRUITO) Benedetta Bonifati, vicepresidente all’edilizia privata di ANCE ROMA – ACER – è un passaggio significativo, perché oggi parlare di edilizia significa inevitabilmente parlare di sostenibilità, qualità dell’abitare e adattamento ai cambiamenti climatici». Per Bonifati, “l’importanza di intervenire sulle costruzioni è data anche dai dati dell’ultimo Rapporto Enea secondo il quale le emissioni complessive di CO₂ a Roma sono 8.598.003 tonnellate (base line del 2019) a cui da un contributo importante il patrimonio edilizio. Tale aspetto è dovuto anche al fatto che il patrimonio è in larga parte datato e costruito prima delle normative sull’efficienza energetica”.
Ora, aggiunge, “sarà fondamentale incentivare il ricorso alle fonti rinnovabili per gli edifici per consentire, in un tempo ristretto, di affrancarsi il più possibile dalla dipendenza dalle fonti energetiche fossili, dipendenza non più sostenibile anche per la crisi mondiale in atto”. Infatti, “la modifica del regolamento edilizio è un primo passo ma per accelerare i processi di efficientamento dovranno essere superati, non solo a livello locale, i tanti ostacoli che oggi impediscono, o rendono estremamente difficoltosi, gli interventi di efficientamento energetico tra cui la modifica delle facciate e l’istallazione dei sistemi di produzione energetica da fonte rinnovabile come i pannelli fotovoltaici”. D’altronde, conclude, “non non possiamo dimenticare che il Regolamento edilizio attualmente vigente risale al 1934 e che andrebbe tutto aggiornato. È comunque fondamentale che le nuove previsioni si inseriscano in un contesto di chiarezza, definendo con precisione le tempistiche di entrata in vigore, periodi transitori per i procedimenti già avviati e anche il coordinamento con la pianificazione urbanistica vigente”. Ultimo appunto: “L’innalzamento degli standard ambientali e prestazionali comporta inevitabilmente un ulteriore aumento dei costi di realizzazione già segnati, anche per gli ultimi eventi di cronaca, da un pesante incremento del prezzo dei materiali. In un contesto già segnato da difficoltà delle famiglie ad accedere alla casa, questo non va sottovalutato”.