L’edilizia è uno dei settori “meno a rischio di essere sostituito dall’IA” ma questo non vuol dire che non possano derivarne “molti benefici. Ovviamente ci vuole tempo, serve informazione e formazione in questo campo”. A dirlo, ai microfoni della trasmissione “Generazione Radio 2” di Rai Radio 2, la Vicepresidente ai Lavori Pubblici, Angelica Donati.
Interrogata sulle innovazioni che stanno interessando il settore dell’edilizia, Donati ha chiarito che “nelle costruzioni – non solo in Italia, ma nel mondo – l’età media è molto elevata, ma grazie alle giovani imprese le nuove tecnologie stanno arrivando e l’associazione di cui faccio parte serve proprio a fare da raccordo tra nuove competenze e imprese, a creare un ecosistema in cui a essere beneficiate non siano solo le grandi aziende”. Ma in che ambito sono più visibili i vantaggi dell’IA? “Posso dire per mia esperienza diretta che lo stiamo iniziando a utilizzare moltissimo per migliorare i processi quindi in ambito di progettazione. L’uso più strategico, però, è nella sicurezza, che è fondamentale: con il supporto dell’IA riusciamo a controllare meglio i processi e ad operare con maggior sicurezza“. L’importante, in questo quadro, è che “la semplificazione portata dall’IA non porti a un eccesso di burocrazia. Servono regole chiare e applicabili per tutti”.
Ma l’innovazione non è soltanto nell’applicazione delle nuove tecnologie. “In ANCE ROMA – ACER la nuova squadra di presidenza è molto femminile. La neo presidente, Francesca De Sanctis, è la prima donna presidente del gruppo romano. Nelle costruzioni, settore tradizionalmente maschile, le cose stanno cambiando. Certo, in cantiere c’è ancora tanto da fare, il retaggio culturale è ancora forte ma oggi abbiamo molte giovani imprenditrici che hanno preso in mano le redini dell’azienda di famiglia”. L’intelligenza artificiale potrà aiutare, in futuro, a rendere il cantiere un posto sempre più femminile: “Immaginiamo il cantiere come un posto sporco e polveroso, con gli operai coi sacchi di cemento sulle spalle. Ma oggi i processi si stanno sempre più industrializzando, si utilizzano macchinari sempre più sofisticati: insomma, servono sempre più competenze che non hanno a che fare con la forza fisica. Si aprono dunque sempre più spazi per le donne in ruoli di sofisticazione tecnologica. Ecco perché il prossimo passo è veicolare in maniera strutturale queste opportunità alle giovani generazioni, perché il nostro è un settore che ha un grandissimo fabbisogno di competenze a tutti i livelli e offre moltissime opportunità a donne e uomini”.