“La casa è un’emergenza ma dobbiamo smettere di affrontare i problemi con la logica emergenziale: serve una programmazione seria”. Questo l’appello lanciato dal Presidente ANCE ROMA – ACER, Antonio Ciucci, al forum “Rigenerare e connettere territori e imprese” del Consorzio Integra. Ciucci, che nei giorni scorsi aveva commentato il Piano Casa in un’intervista all’emittente Antenna Sud, è intervenuto nel corso del panel “La casa come infrastruttura sociale”, evidenziando che “oggi, per affrontare questa emergenza, ci troviamo senza strumenti e con un Paese ultimo in classifica in Europa per edilizia residenziale pubblica. Aggiungiamo poi l’aumento dei costi dei materiali che ha fatto lievitare i costi di costruzione ed ecco che ci troviamo di fronte a piani urbanistici non sostenibili economicamente e finanziariamente”. Rispetto a questo, positivo che “si sia compreso che è anche dalla casa che bisogna ripartire. Il nome stesso – Piano Casa – ci dice che è urgente intervenire. I fondi ci sono, nonostante la congiuntura economica non sia così favorevole. Ma è necessario creare una struttura che funzioni, uno strumento che ci permetta di andare oltre l’emergenza e far andare a regime ulteriori fondi che dovessero arrivare nei prossimi anni, come quelli europei”.
Tra le criticità, sottolinea Ciucci, il fatto che “ERP e ERS, leggendo il testo del provvedimento, sono sovrapposte. Per noi l’ERP è tipicamente un investimento pubblico, l’ERS invece è uno strumento in cui si può favorire il PPP e dove può valere la leva pubblica per far sì che l’investimento sia sostenibile da un punto di vista economico e finanziario”. Altra criticità è sull’edilizia integrata: “Non capiamo perché chi ha un miliardo da investire abbia poteri straordinari e chi ha un milione no. Non ne capiamo la ratio, anche perché la casa va garantita ovunque, non solo nelle grandi città. Investire non deve diventare appetibile solo dove c’è un valore immobiliare molto forte; il 70% di convenzionata con il 33% di sconto sui valori OMI è semplicemente insostenibile. Non vorremmo che, alla fine, qualcuno prendesse tutta la torta mentre il sistema delle piccole medie imprese di costruzioni – ma non solo, anche chi vuole investire ma non ha a disposizione miliardi – viene tagliato fuori”.
Di sicuro, per portare a compimento il Piano Casa, “bisogna investire anche nella pubblica amministrazione, che nel tempo si è molto indebolita. Trovare tecnici e personale adeguato ad affrontare la complessità normativa è difficile. Il futuro ha bisogno di programmazione; dobbiamo pensare a chiudere bene e nei tempi i lavori del PNRR, pagando le imprese, senza lasciare debiti dietro. Perciò puntiamo a una programmazione che ci faccia uscire dalla logica emergenziale, con piani decennali su cui le imprese possano fare piani seri di crescita. Non vogliamo più che si accusino le imprese di essere piccole e crescere poco: le imprese crescono in un mercato strutturato e in grado di programmare, con una percentuale di PIL dedicata a infrastrutture, casa, cura del territorio“. ANCE, ha da ultimo aggiunto il Presidente Ciucci, “darà il suo contributo affinché il decreto legge venga migliorato. Il nostro sistema, che anche grazie al PNRR si è ripreso dopo lunghi anni di crisi, vuole continuare a mantenere elevati livelli occupazionali, e la casa è sicuramente uno dei driver per il futuro del nostro settore e del Paese”.
DIAC – Piano Casa. Ciucci, dal Pnrr usciamo rispettando le scadenze ma anche pagando le imprese