In occasione del convegno “I contratti pubblici nell’era del PNRR”, ospitato dalla Fondazione Luigi Einaudi di Roma per la presentazione del volume curato dagli avvocati Marco Mariani ed Emilio Toma, il Presidente di ANCE ROMA -ACER, Antonio Ciucci ha tracciato un bilancio dell’esperienza del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e delle profonde trasformazioni che ha prodotto nel settore degli appalti pubblici.
Secondo Ciucci, il PNRR ha rappresentato una straordinaria occasione di investimento per il Paese e, in particolare, per il comparto delle costruzioni, che ha contribuito in maniera determinante alla realizzazione degli interventi programmati. «L’arrivo delle risorse europee – ha evidenziato – ha imposto una riflessione sulle regole. Era evidente che il quadro normativo allora vigente non fosse adeguato a sostenere una capacità di spesa così elevata. Da qui la necessità di introdurre semplificazioni, strumenti innovativi e un nuovo approccio fondato sul risultato».
Nel suo intervento, il Presidente dei costruttori romani ha sottolineato come la stagione del PNRR abbia favorito il passaggio da una logica prevalentemente burocratica e difensiva a un sistema maggiormente orientato alla realizzazione delle opere pubbliche. Un percorso che ha trovato compiuta espressione nel nuovo Codice dei Contratti Pubblici, fondato sui principi del risultato, della fiducia e dell’equilibrio contrattuale. Tra gli aspetti più positivi emersi anche grazie all’esperienza del PNRR e consolidati nel nuovo Codice, Ciucci ha richiamato la digitalizzazione delle procedure, la qualificazione delle stazioni appaltanti, il rafforzamento della progettazione, l’introduzione del Collegio Consultivo Tecnico e il nuovo sistema di revisione prezzi, divenuto essenziale per affrontare gli effetti delle crisi internazionali e delle forti oscillazioni dei costi delle materie prime. Particolare attenzione merita anche il ruolo svolto dai Comuni e dagli enti territoriali, che hanno saputo utilizzare efficacemente le risorse disponibili, contribuendo al rilancio degli investimenti pubblici e alla realizzazione di interventi diffusi sul territorio.
Non sono mancate, tuttavia, alcune riflessioni sulle criticità ancora aperte. Tra queste, la necessità di migliorare l’attuazione degli accordi quadro, rafforzare la trasparenza delle procedure e, soprattutto, investire maggiormente nelle competenze e nelle risorse umane delle amministrazioni pubbliche. «Il PNRR – ha concluso Ciucci – ci ha consentito di superare molte rigidità del passato e di riportare gli investimenti pubblici al centro delle politiche di sviluppo. Ora occorre consolidare questi risultati, rafforzare le competenze delle stazioni appaltanti e utilizzare al meglio gli strumenti introdotti dal nuovo Codice per affrontare le sfide future, a partire dal Piano Casa e dai nuovi programmi infrastrutturali».
Un messaggio chiaro che guarda oltre la conclusione del PNRR: trasformare l’esperienza maturata in questi anni in un patrimonio stabile di competenze, regole efficienti e capacità realizzativa al servizio della crescita del Paese.