“Rimettere la casa al centro del dibattito nazionale non è più solo una necessità sociale, ma un’urgenza economica non più rimandabile“. Lo ha ribadito Antonio Ciucci, Presidente di ANCE Roma – ACER, durante il suo intervento al Metropolitano Urban Center, per l’evento promosso sui temi dell’abitare e della rigenerazione urbana, dall’Ordine degli Ingeneri di Roma e Provincia.
Il Presidente ha richiamato l’attenzione su dati allarmanti: in Italia, solo il 3,5% delle famiglie ha accesso a un alloggio popolare, contro una media europea decisamente più alta (in Francia la quota raggiunge il 17%). “Negli ultimi anni – ha spiegato Ciucci – ci si è concentrati su concetti come housing sociale e architettura sostenibile, senza però affrontare il nodo strutturale dell’edilizia residenziale pubblica. Strumenti storicamente efficaci, come i piani di edilizia convenzionata e la legge 167, sono stati abbandonati in favore di meccanismi che, sulla carta, dovevano garantire accessibilità ma che, nei fatti, non hanno prodotto i risultati sperati“.
Per invertire la rotta: “Il nostro sistema ANCE anche in sinergia anche con Confindustria, ha presentato un pacchetto di proposte che auspichiamo possano essere realizzate e che crediamo utili ad affrontare quanto prima quello che è una priorità, per il paese e per la nostra città” ha detto il Presidente ANCE ROMA – ACER. “Certo – ha chiarito Ciucci – oggi la frammentazione delle competenze coinvolge fino a 80 soggetti diversi, rendendo ogni intervento lento e inefficace. Nel nostro paese serve un modello di gestione decisionale diverso, una sorta di cabina di regia, come quella adottata per il Giubileo qui a Roma e come quella per il coordinamento del PNRR. Inoltre – ha aggiunto – per rispondere al fabbisogno di oltre 600.000 famiglie in attesa di un alloggio, stimiamo un impegno economico di circa 8 miliardi di euro. Fondi che possono essere recuperati e messi a sistema attraverso il Fondo sociale per il clima, la legge di bilancio e i residui del PNRR, per esempio”.
Le sfide: rincaro costi e crisi dei redditi A frenare la realizzazione di nuove abitazioni a prezzi accessibili, per il Presidente Ciucci: “È intervenuta anche la recente crisi dei costi di costruzione, dopo lo scoppio della guerra in Iran. L’impennata dei prezzi delle materie prime, unita a redditi che rimangono stagnanti, ha scavato un solco profondo tra domanda e offerta, lasciando migliaia di famiglie romane e italiane senza risposte concrete”. Ciucci ha poi ricordato il valore strategico del comparto per l’economia locale: “Solo a Roma, il settore coinvolge circa 40.000 addetti. Dopo la spinta del Superbonus e l’avvio dei cantieri PNRR, il rischio è quello di un nuovo stallo. Investire nelle politiche abitative significa dunque garantire non solo un tetto ai cittadini, ma anche continuità occupazionale e sviluppo per l’intera filiera”.
Verso un Piano Casa unitario e le “Zone di Edilizia Speciale” In conclusione, il Presidente ha lanciato una proposta operativa ambiziosa: l’istituzione di “zone di edilizia speciale”, ispirate al modello delle ZES, dove prevedere incentivi mirati e semplificazioni urbanistiche drastiche per accelerare i tempi d’intervento.“È il momento di passare dalle parole ai fatti” ha concluso Antonio Ciucci. “La casa deve tornare a essere una priorità del Paese. Servono politiche chiare, risorse certe e una governance capace di decidere. Solo così potremo dare una risposta reale al disagio abitativo e far ripartire la crescita”.