«Oggi le incertezze sono sempre più presenti e, devo dire, l’unica vera certezza del nostro tempo è proprio la crescente incertezza. Spesso ci troviamo a operare con enormi difficoltà di pianificazione, senza poter fare quella programmazione di lungo periodo che invece altri Paesi riescono a realizzare con grande successo. Dico tutto questo perché l’innovazione tecnologica può essere, anzi deve essere, un potente antidoto a questa grande incertezza che caratterizza il modo in cui lavoriamo. Porta trasparenza, porta chiarezza e, sempre di più, porterà maggiore consapevolezza nelle scelte che facciamo e nei processi che gestiamo». A dirlo la Vicepresidente alle Opere Pubbliche ANCE ROMA – ACER, Angelica Donati intervenuta al convegno organizzato da Società Italiana Tecnologia dell’Architettura – SITdA: “Progettare e Costruire con l’incertezza. Il contributo della progettazione tecnologica e ambientale dell’architettura”.
Nel corso dell’iniziativa, alla Facoltà di Architettura di Sapienza Università di Roma, Donati ha preso parte al panel “INTEGRAZIONI. Processi | Eredità | Digitale”, focalizzato sul futuro del patrimonio edilizio esistente, sull’integrazione delle nuove filiere e sull’impatto dell’innovazione digitale (dalle piattaforme collaborative all’Intelligenza Artificiale) nei processi decisionali e costruttivi.
L’intervento della Vicepresidente, in sintesi – La tecnologia come antidoto all’incertezza e supporto alle piccole imprese «Nel settore delle costruzioni si parla moltissimo di innovazione dei processi e può rappresentare una forza straordinaria per il nostro comparto. Noi stiamo già iniziando a sperimentarla e ne stiamo vedendo il valore sia nella ricerca sia nella creazione di piattaforme dedicate – nel nostro caso, penso al DIHcube di ANCE – ma, al di là dello strumento specifico, il vero obiettivo deve essere quello di abilitare l’innovazione tecnologica anche all’interno delle imprese più piccole. Le grandi aziende dispongono di risorse importanti da investire su questi temi; le piccole, invece, devono spesso concentrarsi sulla loro sopravvivenza quotidiana e hanno quindi bisogno di un sistema che le accompagni e le sostenga in questo percorso di trasformazione».
Valorizzazione dei dati, margini e semplificazione «L’intelligenza artificiale può supportarci in moltissimi ambiti: dall’acquisizione del lavoro fino al cantiere, passando per la gestione dei processi. Oggi, infatti, nel nostro settore produciamo e raccogliamo una quantità enorme di dati, ma troppo spesso non sappiamo come utilizzarli al meglio. Sono informazioni che finiscono archiviate sui server senza essere valorizzate, magari distribuite tra software che non dialogano tra loro o all’interno di aziende che non hanno una gestione univoca delle informazioni. Oggi, invece, queste tecnologie ci permettono di utilizzare quei dati per gestire meglio i processi, semplificare gli adempimenti normativi e migliorare l’organizzazione del lavoro».
Innovazione, sicurezza e formazione «C’è poi un tema per noi fondamentale: la sicurezza. La sicurezza delle persone è un vero e proprio mantra, non solo per il settore delle costruzioni, ma anche per noi come associazione di categoria. Siamo quelli che promuovono la cultura della sicurezza, non certo quelli che cercano di aggirarla e la tecnologia può offrire un contributo enorme, anche sotto questo profilo. Può fare moltissimo anche nella gestione degli acquisti e nel controllo dei costi. E questa è una cosa che non mi stanco mai di ripetere: il profitto non è una parola negativa. Le imprese devono poter guadagnare, e il modo migliore per aiutarle non è comprimere i margini, ma eliminare gli sprechi, ridurre le inefficienze e prendere decisioni migliori sulla base dei dati. In questo senso, l’intelligenza artificiale può essere davvero uno strumento fondamentale. Noi crediamo molto in questa strada verso il futuro».
Un settore moderno per le nuove generazioni «Lavorare nelle costruzioni non significa più portare mattoni sulle spalle come negli anni Cinquanta o Sessanta. Certo, resterà sempre una componente manuale, ma il settore sta vivendo una profonda trasformazione: gestione digitale dei processi, specializzazione delle competenze, industrializzazione delle costruzioni, produzione off-site, utilizzo di macchinari sempre più sofisticati. Tutto questo crea nuove professionalità altamente qualificate. Per questo ritengo cruciale il tema della formazione e anche dell’informazione, perché è inutile affrontare il tema dell’innovazione con il timore che l’intelligenza artificiale ci sottragga il lavoro. Nel nostro settore abbiamo bisogno di più persone, non di meno. Piuttosto che temere le nuove tecnologie, dobbiamo capire come utilizzarle per integrare una popolazione che invecchia e per rendere il lavoro sempre più coerente con le aspettative delle nuove generazioni, che non vogliono immaginarsi con un sacco di calce sulle spalle, ma desiderano operare in un settore industrializzato, innovativo, pulito, capace di offrire prospettive di crescita professionale importanti. Ed è esattamente quello che stiamo cercando di costruire».