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Rigenerazione urbana e diritto all’abitare al “Forum Perspective”. L’appello delle vicepresidenti De Sanctis e Bonifati: “Sì a norme moderne e interventi sostenibili. Le PMI non siano penalizzate”

28 Maggio 2026

Le Vicepresidenti De Sanctis e Bonifati hanno preso parte alla XVII edizione di Perspective, il forum promosso dal Gruppo Maggioli e dalla rivista di architettura THE PLAN dedicato alla città del futuro, alla rigenerazione urbana e alla trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione.

 

Intervenuta alla tavola rotonda “Roma si rinnova, l’Italia cresce. La Capitale come piattaforma nazionale della rigenerazione”, Francesca De Sanctis ha messo in luce l’apporto dato dalle PMI romane all’evoluzione della città: “All’interno del nostro sistema – ha detto – ci sono imprese con profonda conoscenza del territorio, il che costituisce un grande valore aggiunto. Lo abbiamo dimostrato in questi anni, che ci hanno visti protagonisti delle grandi trasformazioni che hanno interessato Roma: il metodo Giubileo è stato un primo grande input per trasformare la città, un’esperienza virtuosa che ha funzionato perché c’è stata la gestione condivisa di un programma straordinario, che ha fatto atterrare sulla città – tra Giubileo, Pnrr ed investimenti privati – circa 10 miliardi di euro. E ha anche insegnato un metodo di lavoro diverso, che prevede coordinamento continuo e rispetto di milestone stringenti. La nostra associazione ha svolto un ruolo da protagonista anche nel rapporto con l’amministrazione capitolina, perché ci siamo confrontati costantemente su quali potessero essere i miglior i modelli di gestione per portare avanti i lavori pubblici e i processi di rigenerazione. Tutto questo pensando alla massima concorrenza e trasparenza, ma anche pensando, attraverso la firma di diversi protocolli, al rispetto della sicurezza e al rispetto dell’equilibrio contrattuale tra stazioni appaltanti e appaltatori. Per il futuro auspichiamo che questo metodo continui ad essere adottato, anche quando non ci saranno più così tanti fondi pubblici ma si dovrà far ricorso a risorse private. Il coinvolgimento di quello che è il tessuto più importante della nostra associazione, le piccole e medie imprese, è imprescindibile per attuare i progetti su cui la città sta puntando, dalla rigenerazione al Piano Casa”.

 

 

“A Roma, come in tutto il Paese, abbiamo un patrimonio edilizio vetusto. Per mettere in atto una vera rigenerazione abbiamo bisogno di una norma nazionale moderna – ha sottolineato poi la Vicepresidente – perché le norme che hanno governato la rigenerazione in passato erano basate su un modello di città in espansione, un modello che non risponde più alle esigenze attuali. Abbiamo norme del 1942 e del 1968, e questo fa riflettere. A ciò si aggiunge la peculiarità di Roma: per questo, come associazione, seguiamo il tema delle NTA, e ci auguriamo che il processo arrivi a dama, che non si facciano passi indietro. Perché se vogliamo mettere in atto una rigenerazione vera è necessario avere coraggio. L’altro tema che necessita coraggio è il Piano Casa, che accogliamo con favore perché è urgente intervenire in questo ambito. Solo su Roma, è stimata la necessità di circa 70mila alloggi nel 2032. Servirà però una sinergia importante tra pubblico e privato, altrimenti non ci saranno le condizioni per interventi economicamente sostenibili. Ma questa non è l’unica criticità che abbiamo osservato: ad esempio sono previsti potere derogatorio e semplificazione soltanto per grandissimi investimenti, che superano un miliardo di euro e vedono la presenza di capitale straniero. Questo tipo di previsione taglia fuori il settore delle PMI: auspichiamo che il provvedimento venga corretto e che queste semplificazioni siano previste anche per investimenti di minore entità”.

 

Sul tema dell’abitare, ha ricordato la vicepresidente Benedetta Bonifati nel corso del panel “Il diritto all’abitare (che funziona). Mixité, sicurezza e competitività degli asset”, “il nodo centrale riguarda l’incontro tra domanda e offerta di abitazioni. Oggi il problema è particolarmente serio perché il settore delle costruzioni sta affrontando condizioni economiche molto complesse: l’aumento dei costi dei materiali e le difficoltà di accesso al credito rendono sempre più difficile realizzare nuovi interventi, soprattutto quelli caratterizzati da tempi di rientro dell’investimento superiori ai quattro anni. Inoltre, dobbiamo ricordare la contemporanea erosione del potere d’acquisto da parte delle famiglie che rende sempre più difficile l’accesso alla casa, anche per la cosiddetta ‘fascia grigia’.

Di conseguenza, in molti territori non è possibile sviluppare nuove iniziative edilizie perché insostenibili. Per questo motivo è necessario intervenire anche sul patrimonio edilizio esistente, promuovendo operazioni di partenariato pubblico-privato che consentano l’intervento dei soggetti privati, supportati da strumenti di sostegno adeguati.

Questi strumenti possono assumere forme diverse: contributi economici, pur in un contesto di risorse pubbliche limitate, oppure la messa a disposizione di immobili, aree e patrimoni pubblici. Si tratta tuttavia di soluzioni che oggi è difficile standardizzare. Ogni operazione deve essere valutata singolarmente, verificandone attentamente la sostenibilità economica e finanziaria. Occorre poi avere piena consapevolezza delle caratteristiche dei diversi territori. A Roma, ad esempio, il valore medio si attesta intorno ai 3.800 euro al metro quadrato, un dato che incorpora sia le zone periferiche sia quelle centrali. In questo contesto è estremamente difficile raggiungere la sostenibilità economica degli interventi senza forme di sostegno pubblico. Ad ogni modo la risposta non può essere univoca perché la questione abitativa è una sfida articolata“.

 

Bonifati ha poi rimarcato il ruolo dei costruttori per affrontare con realismo e concretezza il tema dell’abitare: “La nostra Associazione rappresenta certamente le imprese di costruzione in senso generale, cioè quelle che realizzano materialmente opere pubbliche e private, ma anche imprese che svolgono il ruolo di promotori e sviluppatori delle iniziative immobiliari. In molti casi, quindi, la figura dell’impresa e quella dell’investitore coincidono. E quando ciò si verifica, l’interesse è naturalmente orientato alla qualità e alla sostenibilità complessiva dell’intervento, mentre quando intervengono soggetti finanziari esterni, è necessario trovare modelli contrattuali e strategie operative che mantengano un giusto equilibrio per entrambe le parti. Il nostro compito di costruttori è garantire qualità urbana e abitativa“.

 

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