La stazione come hub intermodale, una visione – quella di RFI, Rete Ferroviaria Italiana – che porta a investimenti e lavori su tutto il territorio: quelli avviati e in programma a Roma e nel Lazio sono stati presentati martedì 12 maggio, dall’Ing. Maria Sangiovanni (Responsabile Investimenti Stazioni Roma e Sud) nel corso di “Un caffè con”, condotto e moderato dalla vicepresidente ANCE ROMA – ACER Francesca De Sanctis.
“Abbiamo voluto ospitare l’ingegnere Maria Sangiovanni perché la Direzione Stazioni di RFI ha avuto un ruolo molto importante in tutti i lavori del Giubileo e del PNRR portati avanti sul nostro territorio”. A spiegarlo la vicepresidente De Sanctis. “Attualmente – prosegue – le linee guida che orientano la progettualità delle stazioni puntano alla riqualificazione architettonica dei fabbricati, a una maggiore accessibilità delle stazioni, all’integrazione con le città e soprattutto a fare delle stazioni degli hub intermodali. Roma è un’area strategica, lo è stata nel Giubileo e speriamo che possa esserlo ancora e con maggiore programmazione per il Giubileo del 2033, ma anche per gli Europei e chissà se non per le Olimpiadi. Per questo motivo, il confronto sul piano investimenti di RFI ha rappresentato un momento particolarmente importante per comprendere le prospettive dei prossimi anni e, in questo quadro, per il nostro settore risultano particolarmente interessanti i futuri interventi, come quelli previsti per le stazioni di Trastevere e del Divino Amore”.
“Con il ‘Piano Integrato Stazioni’ – ha detto l’Ing. Sangiovanni – RFI punta alla riqualificazione dei principali scali ferroviari che veicolano complessivamente oltre il 90-95% dell’utenza del treno. Gli interventi sono principalmente volti al miglioramento dell’accessibilità ma anche all’aumento dell’attrattività della stazione e alla sua complessiva rifunzionalizzazione per consentirne una piena integrazione nel tessuto urbano di inserimento. Parliamo quindi di interventi di natura architettonica, impiantistica, strutturale, funzionale, oltre a interventi primari che sono quelli per il miglioramento dei sistemi di accessibilità con particolare attenzione alle persone a ridotta mobilità: inserimento di ascensori, innalzamento h55, riqualificazione degli ambiti di transito e attesa dei viaggiatori, e infine le aree esterne che, riqualificate, contribuiscono a rendere la stazione un luogo più accessibile, attrattivo e sicuro”.