Dai consumi elettrici e termici degli edifici proviene circa il 60 per cento delle emissioni di Roma Capitale, oltre che una rilevante parte dell’inquinamento atmosferico. Come si può accelerare la riqualificazione energetica creando benefici per famiglie e imprese? Partendo da questa domanda e da due studi elaborati da ENEA e AESS, al Metropolitano Urban Center Roma, si è affrontato il tema della riqualificazione energetica in edilizia, nell’ambito del lavoro portato avanti da Roma Capitale sul Piano Clima. Un confronto durante il quale è intervenuta anche la Vicepresidente all’Edilizia Privata ANCE ROMA – ACER, Benedetta Bonifati che ha riportato il punto di vista dei costruttori romani.
Per Bonifati: “L’aggiornamento del Regolamento Edilizio in chiave ambientale è un passaggio significativo, perché oggi parlare di edilizia significa inevitabilmente parlare di sostenibilità, qualità dell’abitare e adattamento ai cambiamenti climatici. In questo scenario, Roma non può restare indietro. Anzi, può e deve essere protagonista.Per capire la portata della sfida, però, dobbiamo guardare la realtà urbana e quindi il nostro patrimonio edilizio e quanto questo incide per le emissioni complessive. L’ultimo Rapporto ENEA delinea il seguente quadro: le emissioni complessive di CO₂ a Roma sono 598.003 tonnellate (base line del 2019); il peso degli edifici nella quantità di emissione complessiva è pari al 60% del totale. Questo è dovuto al fatto che il patrimonio è in larga parte datato e costruito prima delle normative sull’efficienza energetica”. C’è poi un tema che non può essere trascurato: quello dei costi. “L’innalzamento degli standard ambientali e prestazionali comporta inevitabilmente un aumento dei costi di realizzazione – ha affermato Benedetta Bonifati – e se crescono i costi di costruzione, crescono anche i prezzi finali.
In un contesto già segnato da difficoltà delle famiglie ad accedere alla casa, questo potrebbe incidere negativamente”. “L’Associazione che rappresento – ha concluso Bonifati – sta dando il suo contributo nel comparto industriale alla causa ambientale aderendo e facendo proprio un progetto come “Cantiere a impatto sostenibile” relativo proprio alla sostenibilità ambientale, legalità e alla sicurezza. Ma forse serve una sinergia tra pubblico e privato per portare avanti questa ambizione e accelerare verso un futuro più sostenibile”