Il Presidente ANCE ROMA – ACER, Antonio Ciucci è intervenuto sul futuro del settore, nel corso del XIX Congresso della Feneal Uil (Roma): “Insieme per crescere”. Ed è proprio a partire dalla crescita che Ciucci traccia un bilancio e la visione dei costruttori romani sul futuro, dopo il 2026 richiamando alla responsabilità, alla concretezza e alla sicurezza sul lavoro che non può e non deve mancare.
Sicurezza e certezze per l’edilizia
“Dire non deve più succedere è doveroso, ma non basta”, ha detto Ciucci aprendo il suo intevento. “Il nostro contratto nazionale, l’investimento sulla formazione, il rafforzamento del nostro sistema bilaterale, la lotta al dumping contrattuale sono obiettivi prioritari che possiamo perseguire solo con un dialogo costante tra le parti” ha affermato il Presidente. “In questi ultimi 12 anni siamo riusciti a superare crisi e segni negativi e abbiamo dimostrato come il nostro settore sia trainante. E a testimoniarlo ci sono i dati della nostra Cassa Edile di Roma, secondo i quali la massa salari supera i 570 milioni di euro con un livello occupazionale oltre i 47.000 operai denunciati”. Un settore che è tornato a correre, per il Presidente Ciucci che aggiunge: “Ora però questo trend va difeso con determinazione, perchè la sostenibilità del settore passa per la certezza delle regole e della programmazione. Il lavoratore deve avere la certezza di un cantiere sicuro, ma l’impresa deve avere la certezza di un mercato accessibile e programmato. Con la conclusione dei grandi cicli del PNRR e del Giubileo, il rischio di una decrescita è reale. Non possiamo permetterci di arretrare”.

Le sfide del futuro oltre il PNRR e il Giubileo. “Investire in formazione e qualità”
Per il Presidente Ciucci, il focus deve ora spostarsi sulla rigenerazione urbana: “Roma ha bisogno di nuovi asset di investimento. Dobbiamo guardare al mercato privato con la stessa attenzione di quello pubblico, vigilando affinché le imprese non siano rilegate al ruolo di meri subappaltatori e contrastando con forza la deriva del massimo ribasso, che mette a rischio la qualità e la tenuta del sistema. Certo, siamo preoccupati sui ritardi dei pagamenti – dice Ciucci – solo per il decreto ‘Caro Materiali‘ le imprese vantano crediti per oltre 1,8 miliardi. Senza pagamenti certi e margini adeguati, non può esserci un settore sano. Infine, un passaggio sulla manodopera nei cantieri e l’impegno per la qualificazione delle imprese: “È una realtà difficile quella in cui operiamo adesso – sostiene il Presidente ANCE ROMA – ACER – non è giusto che un lavoratore di 60 anni sia ancora sulle impalcature, ma oggi le norme non ci aiutano e la mancanza di ricambio generazionale è un problema. Per questo dobbiamo trovare soluzioni comuni per attrarre nuovo personale e qualificare chi già opera. Noi come Associazione ci siamo e ci saremo affinché il settore edile rimanga il motore trainante della Capitale”.