Il tema dell’equilibrio contrattuale nei lavori pubblici è tornato al centro del dibattito tra imprese, professionisti e istituzioni. In un contesto economico caratterizzato da forte volatilità dei costi e da condizioni di mercato non sempre prevedibili, la questione della revisione dei prezzi e della corretta allocazione del rischio nei contratti di appalto assume un rilievo sempre maggiore.
Se ne è parlato in Associazione nel corso dell’incontro su “Revisione prezzi ed equilibrio contrattuale, alla luce della Legge di bilancio” organizzato da ANCE ROMA – ACER in collaborazione con SIAA (Società Italiana Avvocati Amministrativisti) e il Master Contratti pubblici UER – SIAA (diretto da Arturo Cancrini, Loredana Giani e Filippo Lubrano). Dopo i saluti di Antonio Ciucci, Arturo Cancrini e Loredana Giani, sono intervenuti come relatori: Daria Perrotta, Roberto Giovagnoli, Maria Teresa Lubrano Lobianco, Luca Marta, Francesca Ottavi, Mario Antonio Scino. Le conclusioni sono state affidate a Filippo Lubrano. A coordinare l’incontro Francesca De Sanctis e Benedetta Lubrano.
convegno revisione prezzi 9.3.26
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“L’argomento è di grande attualità perché, a causa del conflitto mediorientale, siamo in una nuova situazione straordinaria. La pandemia prima e il conflitto in Ucraina poi ci hanno posto di fronte al tema dell’aumento dei costi delle materie prime: di fronte a quelle situazioni emergenziali, il legislatore è intervenuto formulando il decreto Aiuti, poi stabilizzato, dopo diverse proroghe, con la Legge di bilancio, e l’art.60 del nuovo Codice degli Appalti in tema di revisione prezzi. Questi strumenti hanno portato a una stabilizzazione, dunque a un equilibrio contrattuale. Grazie a questi stiamo portando avanti anche le opere PNRR”. A spiegarlo, nel corso del suo saluto introduttivo, il Presidente dei costruttori romani, Antonio Ciucci, che aggiunge: “Nella Legge di Bilancio, poi, viene inserito un ulteriore elemento che è il prezzario nazionale, che non sostituisce quelli regionali e quelli particolari delle stazioni appaltanti ma che deve fungere da riferimento, il tutto coadiuvato da un Osservatorio che monitora la spesa e l’efficacia del prezzario nazionale anche rispetto a quelli regionali”. “Certamente – prosegue Ciucci – permangono delle criticità: la compatibilità dell’applicazione in riduzione del Dl Aiuti con uno strumento che ha natura compensativa e non revisionale; il faticoso lavoro volto alla individuazione degli indici ISTAT necessari alla piena applicazione dell’art.60; la preoccupazione per la tempestiva e costante approvazione del prezzario nazionale e di quelli regionali, presupposto indefettibile per la conservazione dell’equilibrio contrattuale. Da ultimo: il tema del ritardo dei pagamenti delle somme relative al DL Aiuti relativo al 2024, ultima finestra, e 2025. Queste criticità devono essere risolte per non vanificare risultati e conquiste importanti”. Sottolinea ancora il Presidente che “al di là di queste criticità, dobbiamo chiederci se il dl Aiuti e la revisione prezzi possano neutralizzare gli aumenti che, a dieci giorni dall’esplosione della nuova guerra, stiamo già sperimentando, e dunque mantenere la loro efficacia anche in una situazione straordinaria come quella attuale. Perché oggi siamo all’ultimo miglio del PNRR e non ci possiamo permettere una brusca frenata“.
Per la Vicepresidente alle Opere Pubbliche ANCE ROMA – ACER, Francesca De Sanctis: “L’incontro di oggi è un’occasione preziosa per confrontarci su quelle che sono le difficoltà dell’operatore economico: prezziari non aggiornati, ritardi nei pagamenti che, per il DL Aiuti, superano i 12-18 mesi, quindi con oneri finanziari non preventivati. Se è vero, come è vero, che gli operatori economici devono essere solidi, strutturati ed etici, bisogna anche considerarne i piani industriali. Un business plan che viene stravolto da eventi eccezionali o da ritardi non preventivati nei pagamenti salta, provocando l’indebolimento dell’impresa, non il suo rafforzamento. Come imprenditori abbiamo bisogno di certezze, dunque di una logica di programmazione sulla base della quale si possano strutturare piani industriali e generare un utile da investire in macchinari, risorse, formazione. La nostra Associazione conosce bene la rigidità e le difficoltà del bilancio dello Stato, ma chiediamo che anche la pubblica amministrazione comprenda gli effetti che alcune misure hanno sulle imprese. Quanto costa un operatore economico fallito? Quanto costa un’opera non realizzata? Tutto questo va considerato. Il mio appello, dunque, è che incontri come questo siano sempre più frequenti, affinché si possano ascoltare le esigenze e le problematiche che gli operatori economici vivono ogni giorno sulla loro pelle”.
“Questo convegno rappresenta un momento di confronto molto importante, che permette di ripercorrere la storia dell’equilibrio contrattuale ed evidenziarne i problemi, per delineare insieme delle soluzioni”. Così Benedetta Lubrano (SIAA), che ha poi spiegato: “Molti operatori economici si trovano con crediti scaduti e non pagati, che pesano sui conti delle imprese. Si può ricorrere al giudice ma in questa materia, a seconda di quale provvedimento normativo si utilizza, si fa riferimento al giudice ordinario o al giudice amministrativo oppure, in alcuni casi, non si sa. Noi avvocati ci troviamo in imbarazzo e le imprese vanno in difficoltà, perché non hanno certezze. Un conto, infatti, è l’alea del contratto, un conto è l’incertezza assoluta che non è ammissibile proprio nell’ottica di quelli che sono i principi del Codice degli Appalti: il principio del risultato e il principio della buona fede, da intendersi per ambo le parti. A volte si fa passare sotto il profilo dell’alea un problema di programmazione, che la stazione appaltante deve però considerare”.
“La conservazione dell’equilibrio contrattuale è un tema centrale che ha ricevuto dal legislatore del Codice un riconoscimento espresso: è stato infatti introdotto il principio di equilibrio contrattuale all’interno dei principi generali, e così è stata riconosciuta anche la centralità della fase esecutiva. Il principio di equilibrio è essenziale perché i contratti non restano immutabili nel corso del tempo e soprattutto sulla disciplina degli appalti siamo di fronte a contratti di durata che risentono anche delle variazioni di contesto. Dunque c’è l’esigenza di predisporre una disciplina della fase esecutiva che tenga conto di quelle circostanze sopravvenute che alterano in maniera significativa il rapporto originario tra le prestazioni”. A dirlo Loredana Giani, che insieme ad Arturo Cancrini e Filippo Lubrano dirige il Master Contratti pubblici UER – SIAA.
“Il dialogo continuo tra tutte le parti in gioco è fondamentale”, ha commentato Arturo Cancrini. L’avvocato, nel suo intervento, ha aggiunto: “Il nuovo Codice lo definisco il Codice del fare, perché non c’è dubbio che rispetto al precedente il legislatore abbia cambiato il passo soprattutto nell’ottica del raggiungimento del risultato. Ora cosa bisogna fare? Risolvere una serie di problemi attuativi o interpretativi che ci restituiscano il quadro di una situazione in evoluzione che va affrontata. Dobbiamo prendere atto da un lato che le risorse sono modeste e, dall’altro, che va definito un quadro chiaro di quelle che sono le opere da realizzare cercando di mettere i finanziamenti su quelle opere. Le amministrazioni si devono porre il tema di definire quali sono le risorse necessarie e mettere quelle risorse sulle opere che intendono effettivamente concludere”.